Quando il feedback fa male!

Sei a lavoro, nel tuo ufficio, insieme ai tuoi colleghi, quando con aria funerea, il tuo capo ti piomba alle spalle e con una serie di domande trabocchetto, chiede conto dell’ultimo report vendite che ti aveva commissionato. Gli dici che gliel’hai mandato per email e lui ti dice: “Certo, lo so. L’ho visto e te lo chiedo perché hai fatto un lavoro pessimo, è pieno di errori. Sei un incompetente!”

Intanto tu diventi viola nel viso incapace di proferir parola e i tuoi colleghi fanno finta di essere impegnati ed evitano il tuo sguardo, per non darti ulteriore imbarazzo. 

E questa è una delle tante volte in cui sei stato criticato, dal tuo capo, in pubblico, davanti a tutti. Capita a te, e ai tuoi colleghi.

Eppure, non sarebbe così difficile da capire! Tutti abbiamo bisogno di un feedback costruttivo, di occasioni per poter migliorare nel nostro lavoro, una piccola spinta a far meglio, affinché ci sia apprendimento e in modo che la prossima volta si possa produrre un lavoro migliore.

E abbiamo bisogno che questo feedback ci venga dato in privato, ricevendo, da parte del nostro capo, spiegazioni su cosa sia da migliorare e su come potremmo farlo.

Ma il tuo capo sembra non capire…

E allora credimi… la vita è troppo breve per sprecarla, in attesa della prossima critica, da parte del tuo capo, fatta in pubblico, davanti a tutti!

E allora, forse, è arrivato il momento di mandare a “spigare” il tuo capo e la tua azienda.

Prima di farlo individua delle alternative valide, scopri quello che davvero ti piace e vorresti fare, magari proprio grazie a #progettoimpresa.