Impara il modello GROW e poi buttalo via!

Ho sempre pensato che il Coaching, oltre ad essere uno strumento potente sia sopratutto un’arte!

Come tutte le discipline artistiche richiede studio, approfondimento, allenamento e all’inizio cura dei fondamentali.

Prendiamo ad esempio lo studio del pianoforte, senza le basi quali la conoscenza del pentagramma, delle note, del solfeggio è del tutto inutile avvicinarsi ad una qualunque tastiera. Giorni e giorni di studio e interminabili e noiosissime lezioni sono necessarie, prima di saper eseguire un qualunque, semplice spartito.

Questa è la dura realtà. In tutte le discipline che vogliamo apprendere in profondità e farle nostre, è necessario passare da una fase di studio teorico, di acquisizione e padronanza di modelli e strumenti.

La stessa cosa vale per il Coaching. Uno dei modelli più utilizzati per imparare a fare Coaching è il modello GROW.

Il modello GROW è stato sviluppato da John Whitmore. E si basa su quattro fasi da sviluppare durante una sessione di Coaching:

  1. Goal: definizione dell’obiettivo di sessione
  2. Reality: esplorazione della situazione attuale del Coachee rispetto all’obiettivo definito
  3. Options: possibili opzioni da valutare per procedere verso l’obiettivo
  4. Will: definizione del primo passo e dell’azione da compiere per raggiungere l’obiettivo definito

Bene! Questo in modo semplice e sintetico è il modello GROW su cui si basa la ICTF Master Academy per il suo Master in Coaching Evolutivo.

Il modello GROW come tutti i modelli ha queste caratteristiche:

  1. È semplificatorio: non riguarda tutti gli aspetti del Coaching, bensì solo quelli rilevanti.
  2. È pragmatico: si rivolge solo agli aspetti utili.
  3. È sintetico: riassume delle “connessioni” più complesse.
  4. È schematico: organizza e mette ordine nelle fasi del processo di Coaching.

Per esperienza, dopo ben 5 edizioni del Master, posso dire che è faticoso studiare il modello GROW. Richiede nei discenti, tanta applicazione e capacità di verificare a che punto sono rispetto al modello. L’applicazione del modello se, a prima vista, può sembrare pesante, è in realtà, un ottimo strumento veloce ed efficace per apprendere i fondamenti del Coaching. A volte può sembrare una gabbia, nella quale dover rimanere, ma permette di costruire fondamenta solide e, come dico spesso, ai partecipanti al corso, ci sarà tempo per trovare la propria personale strada, il proprio personale approccio al Coaching.

E per questo dico che una volta fatto proprio il modello GROW, dopo averlo appreso e tante, tante e tante volte applicato e utilizzato, potete buttarlo via!

O ancor meglio integrarlo, “superarlo” con nuovi strumenti e approcci che ne aumentino la validità e l’efficacia.

Impara l’arte e mettila da parte… impara il modello GROW e poi buttalo via!

http://www.ictf.it/master-in-coaching-school/

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