Linguaggio, convinzioni e cambiamento

Se c’è una cosa davvero incredibile del comportamento umano è che di fronte ad una situazione, ad un fatto, a qualcosa che ci accade da una parte possiamo essere gioiosi, felici, possiamo affrontare quello che ci accade con un senso di ricchezza, di possibilità;  dall’altra parte, allo stesso modo, di fronte allo stesso fatto, alla stessa situazione, ci sentiamo bloccati, impossibilitati, fermi e impauriti.

Siamo noi che scegliamo e invece siamo sempre convinti che siano le circostanze a farlo per noi.

Potremmo dire che il modo in cui reagiamo alla realtà che ci circonda dipende dalla nostra esperienza, dalla nostra situazione fisica, psicologica, emotiva al momento in cui ci accade quello specifico evento. E in parte è vero…

Ma non è solo questo… tutto dipende anche dal fatto che noi non agiamo sulla realtà vera e propria che ci circonda, ma facciamo le nostre valutazioni e agiamo sulla rappresentazione che abbiamo della realtà che ci circonda.

Per capirci meglio, voglio chiarire che noi esseri umani siamo limitati. Limitati dai nostri stessi sensi, dal nostro linguaggio e dal nostro cervello.

Ad esempio, i nostri sensi non sono in grado di percepire suoni al di sotto della frequenza di 20Hz. Eppure, nella realtà questi suoni esistono e sono emessi ad esempio da animali come le balene o gli elefanti, suoni che utilizzano per comunicare tra loro. Eppure la nostra fisiologia non ci permette di udire questi suoni emessi a così basse frequenze, e di conseguenza abbiamo davanti non una realtà in quanto tale, ma soltanto una rappresentazione della stessa.

Una rappresentazione che ci dice che in natura non esistono suoni al di sotto dei 20Hz. Ma questa non è realtà, ma il modello che noi abbiamo della realtà.

Allo stesso modo, siamo influenzati dal nostro linguaggio. Infatti esistono lingue parlate che non hanno una ricchezza di vocaboli tali da rappresentare la realtà. Ad esempio nella lingua maidu l’intero spettro dei colori è suddiviso in tre categorie rappresentate da soli tre termini linguistici: lak per definire i colori appartenenti allo spettro del rosso, tit per verde-blu e tulak per giallo-arancione-marrone. Questo significa che un uomo di etnia maidu, pur essendo capace di vedere le differenti sfumature di un colore e percepire la differenza esistente tra un oggetto verde ed uno blu, non sarà in grado di comunicarla ad un suo simile.

Questa cosa ha un notevole impatto sull’interpretazione della realtà perché se un uomo dell’etnia maidu non è in grado di descrivere in maniera distinta il verde e il blu, tutte le volte che si troverà davanti ad un oggetto verde e davanti ad un oggetto blu pronuncerà sempre la stessa parola: “tit” e quella parola descriverà la sua personalissima esperienza della realtà.

Allo stesso modo se io devo tenere una riunione con i miei collaboratori e da qualche giorno continuo a ripetere a me stesso che non riesco a memorizzare e a costruire un discorso efficace,  sto creando in me la convinzione di non essere un buon oratore.

E come per un uomo di etnia maidu esiste soltanto oggetti di colore tit, allo stesso modo per me esisterò io che non sono un buon oratore.

Questa convinzione, queste parole che ripeto a me stesso finiranno per darmi una interpretazione della realtà per cui, molto probabilmente, non riuscirò a tenere un discorso efficace e questo mi precluderà delle possibilità. Ad esempio, perderò una buona occasione per comunicare ai miei collaboratori in modo efficace e convincente le novità che ci saranno in azienda per il futuro. E questo potrebbe avere conseguenze anche sulla qualità del lavoro in azienda.

Quindi la rappresentazione della realtà che ci creiamo attaraverso il linguaggio ha un ruolo fondamentale nella nostra vita, perché il linguaggio non è solo descrittivo. Il modo in cui parliamo a noi stessi, il modo in cui descriviamo un fatto ed esprimiamo una opinione, tutto ciò rivela i nostri pensieri, i nostri valori e i nostri giudizi.
I modi in cui ci esprimiamo rappresentano la nostra visione sul mondo, il nostro punto di vista, sono gli occhiali che indossiamo. Sono il filtro con il quale interpretiamo il mondo che ci circonda e tutto ciò che ci accade.

E se io ho la convinzione che sono una schiappa a parlare in pubblico e mi precludo altre possibilità, così il nostro maidu conosce solo tre tipi di colore e si preclude migliaia di possibilità e di colori dell’arcobaleno, per lui sarà tutto lak o tit o tulak…

Ogni volta che parliamo di noi stessi, degli altri, di un fatto accaduto, esprimendo una opinione, apriamo e chiudiamo delle porte, ci diamo o ci precludiamo delle possibilità.
Di conseguenza il linguaggio determina i nostri comportamenti. Dunque il linguaggio è azione.

Ogni conversAzione che abbiamo con noi stessi e con gli altri contiene/genera delle azioni.

E le azioni portano a dei risultati.

Bene… se siamo coscienti dei cinque punti seguenti:

  1. Noi agiamo non sulla realtà ma sulla rappresentazione che abbiamo di essa
  2. Il linguaggio che usiamo è un potente strumento che ci permette di interpretare la realtà
  3. Cambiare il nostro linguaggio permette a noi stessi (e agli altri) di cambiare l’interpretazione della realtà
  4. I modi in cui ci esprimiamo (termini, vocaboli, ecc.) sono il filtro con il quale interpretiamo il mondo
  5. I filtri che abbiamo sono le nostre convinzioni

Allora sappiamo che possiamo cambiare le nostre convinzioni attraverso un approfondito lavoro sul linguaggio che utilizziamo e cambiare le nostre convinzioni significherà vedere la realtà in modo nuovo (apriamo a nuove possibilità).

Quindi cambiare delle convinzioni che non ci servono più o non ci sono più utili ci permette di agire in modo nuovo e diverso rispetto al passato, aprendoci a nuove possibilità e nuove opportunità.

In una sola parola, possiamo mettere in atto un cambiamento nella nostra vita.

Se vi è chiara la teoria, e volete mettere in pratica un cambiamento nella vostra vita, contattatemi.

Buona riflessione

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