Poche parole, poco futuro

Secondo una ricerca effettuata nel 2010 da Tony McEnery, professore di Linguistica alla Lancaster University, che analizza il linguaggio dei ragazzi sul web, i teenager, pur avendo un vocabolario ricco (40 mila termini) ne usano soltanto 800.

 

Questa ricerca è allarmante per una serie di fattori importanti che tratto di seguito.

Intanto, oggi che siamo nel 2018, assistiamo ad un utilizzo massivo e intensivo di dispositivi e servizi mobile. La comunicazione scritta, mediata da questi strumenti è veloce e smart.

E questo porta inevitabilmente a comunicare con abbreviazioni, utilizzando più o meno sempre i soliti termini per essere veloci.

Tutto questo porta all’utilizzo di un set di parole limitato e ricorrente.

A questo si aggiungono i dati sulla lettura. In ogni fascia di età sempre meno persone leggono libri. E di conseguenza le persone che non leggono, non colgono occasioni per arricchire il proprio vocabolario.

 

Bene… vi starete chiedendo come mai, io stia parlando di questo…

 

Il fatto è che secondo il coaching ontologico trasformazionale il linguaggio non è solo descrittivo ma è anche generativo della realtà e modella il nostro futuro.

Secondo Austin il linguaggio produce dei veri e propri atti.

È il linguaggio stesso che ci apre e chiude possibilità e opportunità.

Per questo motivo il linguaggio ha un impatto sul nostro presente e sul nostro futuro.

Ad esempio attraverso il linguaggio generiamo continuamente opinioni e giudizi sulla realtà e  sulle cose che ci accadono.

E,per farla breve e semplice, cambiando il nostro linguaggio e i termini che utilizziamo per rivolgerci agli altri e a noi stessi, influenziamo i nostri stessi pensieri e quindi le nostre opinioni e i nostri giudizi.

Ne consegue dunque che se vogliamo operare un cambiamento nella nostra vita, se vogliamo progredire e crescere, per forza di cose, dobbiamo cambiare il modo con il quale osserviamo la realtà. Cioè cambiare i nostri giudizi e le nostre opinioni. E per farlo abbiamo bisogno di cambiare il linguaggio con il quale descriviamo la realtà stessa.

Infine, poiché il linguaggio è azione, se cambiamo il nostro linguaggio, cambiamo le nostre azioni.

 

Tornando alla ricerca del professor McEnery, se la nostra ricchezza di linguaggio è limitata a 800 parole, difficilmente avremo la possibilità dì costruirci nuove opinioni e giudizi, ma finiremo per sguazzare sempre nel solito brodo, perdendoci occasioni e opportunità di cambiamento perché non abbiamo le parole per descriverle o anche soltanto per immaginarle e pensarle.

Finiremo per avere un presente immutabile, senza possibilità di un futuro diverso.

Poche parole, poco futuro.

Leggete, parlate, informatevi, prendetevi tutto il tempo che vi serve per riflettere e conversare con gli altri e con voi stessi.